sono ancora qui.
non posso staccarmi da te...non fino a quando non lo deciderai tu. e dio solo sa quanto lo vorrei, a questo punto.
non mi rialzo.
ma so che andrò via, piano piano.
anche tu mi dimenticherai.
è questo che mi fa tristezza. Dimenticherai me e quello che eri con me
"you put the happy
in my ness"....ricordi?
che poi, è solo un problema mio.non tuo
devo abituarmi e sono a buon punto
le abitudini sono quelle che ci salvano
le poesie stupide che pretendono di avere un senso non mi fanno nemmeno sorridere
sto per prendere terzo caffè
solito desiderio di star male
oggi lo capirò, però..
almeno quello
Ci sono sogni e sogni
che poi nemmeno so cosa ci azzecchi, questo titolo
probabilmente, è dovuto al fatto che sto letteralmente morendo di sonno
caso strano..
oggi, a proposito di sonno, mi è tornato in mente il periodo durante il quale - dopo solita delusione d'ammmore e orari di lavoro "ricercati" da me medesima - mi anestetizzavo col sonno (oltre che con qualche bicchierino di santa guinness ^_^):
- sveglia alle 12..(e quando il sonno non c'era me lo faceva subito tornare il forte dolore che sentivo)
- colazione alle 12,30 (mai mettere del cibo che si avvicini al "pranzo" appena svegli!)
- doccia e "vestizione"
- lavoro
- al pub con i colleghi
- rientro a casa (che cercavo ovviamente avvenisse il più tardi possibile)intorno alle h 1,30
ed il giorno dopo, di nuovo la stessa storia
ho fatto così per mesi e mesi
ed ogni volta che il pensiero veniva fuori, c'era una nuova sigaretta ad accoglierlo
e c'era una sigaretta per ogni strada che mi accoglieva. a qualsiasi ora
mi piacerebbe ritrovare quella strada, anche senza sigaretta
mi piacerebbe ritrovare un pò della persona che sono riuscita ad essere in quel lasso di tempo assolutamente non estenuante ed interminabile ma, al contrario, troppo breve per quanto intenso
e adesso, questo nuovo e scomodo letto proverà ad accogliermi
ma adesso, non sono fatta per aver sonno
quello che allora mi rilassava, anche se forzatamente, ora mi stanca
ci sono sogni e sogni: già..
solito pullman affollato: porta dietro di me che sbatte ed emette un rumore fastidioso,quando si apre
e la pioggia che continua a venir giù
altra fermata: si riapre e continua a sbattere. è così snervante
ho l'istinto di alzarmi e scardinarla io (magari stile hulk ^_^) per evitare che anche gli altri sentano questo fastidio
ma è di me che stiamo parlando
quel rumore è quello che ho dentro io
ho bisogno di dolore fisico,
non voglio sentire altro
voglio nascondermi da tutti e non avere più nulla che mi renda riconoscibile