chissà com'è andata a finire, ieri sera, la solita partita a scala quaranta.
non ti ho più sentito e presagiscvo che tutto si sia svolto come sempre. o "as usual", come amano dire gli americani (un modo carino per dire, "come al solito" :D)
povera donna...perde sempre. dice che la madre ha più culo che anima (o qualcosa del genere, se non erro vagabonda nei meandri della mia memoria selettiva e a breve scadenza -_-)
seee. se...come no!
tiè! poi, non dire che non ti penso, eh ^_^ ---->http://www.libreriadellosport.it/libri-books/carte-giochivari-parlourgame/
non riuscirò mai a farti capire quello che sei per me
e quello che significa vederti o sentirti
sapere che ci sei
non voglio essere appiccicosa, né fastidiosa
vorrei riuscire a mettere insieme qualche canzone di vinicio (qui, un pò di vino servirebbe ;D)
e, forse, allora capiresti
sarebbe come rumore di passi sul selciato bagnato
rassicurante e caldo
per me, sei pioggia e verde e cielo azzurro
sarò svenevole, ma non me ne frega proprio nulla
sarai per sempre, una ragazza che mi aspetta su una panchina ed osserva il mare, mentre io osservo lei;
sarai per sempre una serata passata ad aspettare i fuochi d'artificio..machissenefrega dei fuochi: tu sei accanto a me ed il tuo odore mi rassicura, la tua mano stretta alla mia mi rende sicura
il tuo corpo è perfetto, abbracciato al mio, mentre mi dormi accanto
quindi, ripeto: chissenefrega dei fuochi d'artificio. ce li ho nel cuore, ogni volta che mi parli
e sarai per sempre l'abbraccio che mi davi in stazione, all'arrivo
e picchiami, quando dico che non sono stata fortunata nella mia vita
ciao
l'odore di tintura di iodio mi allarma. mi ricorda che quando ti aprono e ti richiudono, c'è una striscia arancione sul tuo corpo..come il centro del bersaglio
e tu sei il bersaglio
proust ha scritto un libro sul ricordo che gli è venuto fuori, mangiando solo un madeleine(ehh..le lezioni, le seguivo, cara prof. anche se tu pensavi che io fossi una povera decerebrata)
io sono il bersaglio: e addosso mi arriva di tutto
ho scelto la strada della delicatezza per avere indietro poco tatto e nessun rispetto
io sono il bersaglio: puoi colpirmi quanto vuoi..mi spezzo, non mi piego. all'esterno, sono indifferente; all'interno, è come un appratamento devastato dai ladri
mi piace scrivere stronzate senza senso che capisco solo io
e non voglio più che nessuno mi capisca e sbirci dentro
voglio stare bene solo con me stessa
non ho più bisogno di strette di mano o abbracci univoci
il "segnale" và e viene. è come un cellulare che prende a tratti.
ed io sono il pavimento sul quale camminate per poter parlare. avanti e indietro, continuamente, senza rispetto. perché io sono quella che capisce sempre ed è paziente
Adesso, il pavimento sta diventando terribilmente egoista ed insensibile. impermeabile ad ogni tentativo di connessione.
il pavimento non si aspetta che passi qualcuno a ricordarsene o a ricordargli come potrebbe essere
sai cosa?
mi sono anche stancata di vedere cose che non ci sono.
tutto quello che ho visto fino ad ora, è stato solo frutto della mia immaginazione
mi sono inventata tutto io
era solo quello che volevo vedere
per l'ennesima volta, sono stata stupida
io che devo smettere di credere
e di fare domande che non avranno mai risposta
non vedo l'ora di partire e di restare da sola, come sempre
Che poi, sai cosa?
Mi sembra così strano scrivere a qualcuno che non sia lei..non voglio peccare di poco tatto, con te
Mi sembra strano, anche se molto probabilmente, non ha nemmeno letto tutte le stronzate che ho scritto
Mi sembra strano rivolgermi ad un’altra donna che non sia lei.
ed il fatto che mi sembri strano, non vuol dire che sia una cosa negativa
ci saremmo dovute incontrare qualche anno fa, in circostanze diverse
Tutto qui, non c’è altro.
e adesso, proviamo a voltare pagina.
Tra poco tu partirai ed io resterò qui.
Non c’è molto da fare