che poi, non ho più paura.
oggi, non ho paura di niente.
Non andrei in panico nemmeno se sapessi di dover morire, adesso..tra qualche settimana o mese.
non m'interessa.
non ho più paura, oggi
che anche se finisse tutto, e anche se non ho fatto nemmeno la metà delle cose che andrebbero (e che IO avrei dovuto fare) fatte.
non ho paura.
e' come se stessi sulla cima di una montagna altissima e anche se soffro di vertigini, non me ne curassi.
non aver paura di cadere giù
non aver paura è come scegliersi i difetti e i pregi.
ed io scelgo anche oggi di stare in silenzio e di fare la sborona che non ha più paura.
perché tanto è come se non fossimo noi a scegliere le cose che ci capitano.
sì, scegliamo certe cose "indirettamente"..scelgo di parlare o vedere qualcuno, ma so già cosa non sono capace di dare.
ecco, una sola cosa mi fa paura, forse..
non riuscire a dare-regalare-amare e robe di questo tipo.
a lavoro, alcune colleghe con le quali ho legato mi dicono che sono addirittura simpatica e che ho sempre la battuta pronta, che le faccio ridere.
ed è così facile far ridere gli altri, quando si è profondamente ed atavicamente triste.
Io sono così: triste. da sempre.
i miei occhi parlano anche nelle foto da piccola.
sono un pozzo nero e profondo
Prima non capivo perché.
adesso, forse, ho capito qualcosina e non me ne cruccio più
sono sempre stata diversa dagli altri.
mi sono sempre sentita "non come gli altri".
ed ho sempre trovato rifugio nel silenzio.
è tutto ovattato e le voci arrivano da così lontano che non te ne curi più di tanto.
Da adolescente, dopo aver passato notti e notti su quella fredda poltrona di pelle nera,mi sembrava che tutto potesse avere una fine da un momento all'altro. e non riuscivo, non sapevo, venirne fuori.
avevo paura, perché non ero ancora nemmeno a "metà dell'opera" e non volevo che finisse tutto; così come stava, invece, capitando in quella stanza.
avevo voglia di fare tutto quello che non mi era ancora stato concesso.
era un continuo sforzarsi di essere come gli altri, per qualche giorno.
perché magari se mi fossi comportata "bene" e fossi stata una figlia "come i figli degli altri", sarebbe andato tutto bene.magari anche Dio si sarebbe messo dalla mia parte.
e invece, no.
era sempre peggio.
e l'unica soluzione era non parlare e vivere a metà.e farsi scivolare tutto.
silenzio che durava anche settimane e che veniva percepito in un solo modo da tutti.
ed a me importava. dio se m'importava!
m'importava sembrare quello che non ero.
m'importava che qualcuno se ne accorgesse.
mi sono resa conto troppo tardi che sono solo assurde pretese. e che non c'era da aspettarsi nulla.
e quindi, mi tenevo tristezza e silenzio, come due amiche datate e nate insieme.
e mi faceva un pò paura.
adesso, no.
adesso il silenzio non mi fa più così paura.
se ne sono accorte anche loro.
ma parlo un pò meno, semplicemente perché non ho più niente da dire.
ma le faccio ridere ancora, quando lo faccio.
le faccio ridere ancora..
dio! è così facile far ridere, perché la tristezza te la tieni dentro e non la mostri più.
e così va bene.
e passa pure quella stupida, fottutissima paura di vivere e morire e non essere amati e blablabla.
passa tutto...
che poi, oggi piove ed io sono contenta.
non felice, che sarebbe troppo
mi va bene così
si sta riassestando tutto
e sono contenta anche per altro
che poi, mi basta poco per esserlo, in fin dei conti
ma comunque, poco non è :)
bhè, direi che non è male
oggi questo simpatico corpicino che Dio mi ha regalato, ricomincia a sentire certi familiari crampi.
oggi, che è una bella giornata di sole (anche se a me non piace particolarmente..), sento i soliti dolori.
e come sempre, quando accade, mi sento inutile e senza difese.
senza certezze di nessun tipo.
e con le solite vecchie paure.
ma tanto, io sono quella che non si abbatte mai e che non piange e che deve tirare su e fare il pagliaccio ed essere sempre perfetta per gli altri e mai per me.
e tanto, oggi c'è il sole..che anche se mi disturba fin da bambina, oggi mi piace.
vado un pò in giro...e so che ad un certo punto, penserò che mi sarebbe piaciuto andare in giro, da sola o in compagnia, senza il più piccolo dei crampi. e che io non ho chiesto tutto questo.
se ci fosse una cassetta per i complaints, là da dove si arriva e si và, ne metterei uno grande come una casa. ed il motivo sarebbe sempre uno: NON E' GIUSTO! CAZZO!
Ma la suddetta cassetta non c'è. e quindi, mi accontento di fumare ancora e continuare a sorridere sempre un pochino di meno ed a chiudere gli occhi un altro pò.
questo non passa. e mi fa paura, a volte.
ecco.
16/08/2007
Che poi..sarò anche stupida o folle o pazza, o quello che volete voi.
Ma a volte….solo a volte, però..non vorrei pensaste che io sia proprio tonta.
Dicevo, a volte, ci penso a come si sente lei, adesso.
E sono un po’ contenta.
E lo sono perché ricordo come stavo io. Tutte le cose carine che ci si dice: quella felicità che ce l’hai tutta dentro.
E nemmeno quel dentro basta a contenerla.
Sono contenta che ce l’abbia lei, adesso.
Sono contenta che se la stia godendo questa vita.
Tutta questa lunga e fottutissima vita. Che non sarebbe nemmeno male, se solo fosse, a volte (anche lei ^_^) un po’ più “gentile”.
E non ditemi, per favore, che sono stupida!
Bhè, forse, solo a volte…..un po’.
Queste erano le mie “memorie”(stupida, vero?). Che poi, non leggerai più. Di questo ne sono sicura.
Ma io ti auguro lo stesso il meglio.
E mi permetto pure di abbracciarti un’ultima volta
Ciao.
I miei occhi sono asciutti, questa sera.
Non sento altro che mal di testa e tanta tanta stanchezza.
Sento di nuovo il respiro corto…probabile astinenza da tabacco
Non è ansia. Non ce n’è più
continuo a scrivere le stesse cose.
e pretendo di cambiare tutto e me stessa
Perché era un giorno di sole.
e non te ne sei nemmeno accorta..
saluto di nuovo i miei occhi, oggi.
Hanno ripreso lo stesso “spessore” di allora
E non m’importa se è sbagliato e se non va bene
Nemmeno il silenzio va bene, ma a me è servito e tu mi hai insegnato di nuovo quanto possa far male a chi sta intorno, non parlare. Anche se lo fa più a te..
Ed allora, ci ritorno, lì dentro e non voglio che nessuno mi ci faccia più uscire.
Va bene così.
Va bene così.
Andava già bene così, allora.
E’ andata bene per anni.
Non capisco perché uscire…
Per cosa?
Per vedere una luce che era solo ombra?
Per voler sentire, e dire, a tutti i costi parole delle quali non sapevamo nemmeno il significato?
Oggi, piove.
Mi ha piovuto addosso e non ho sentito nemmeno il peso dell’acqua sui vestiti.
I capelli e le mani continuano a gocciolare acqua
e gli occhi hanno iniziato a perdersi proprio in quel momento.
così, li saluto nuovamente, per la seconda volta.
e non come allora, inconsciamente.
questa volta so cosa faccio. questa volta non ho più 13anni.
Ai tuoi occhi, che ho amato più di ogni cosa, l’ultimo saluto da parte dei miei..scuri ed immobili, come io dentro
Abbiamo saputo amarci tanto, tu ed io.
O forse, abbiamo solo giocato a farlo.
Ma ormai non importa nemmeno questo
Ormai, noi siamo solo passato.
Devo solo abituarmi e perdermi di nuovo tra la folla.
so nascondermi molto bene, io..anche in mezzo a tanta gente