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domenica, 30 dicembre 2007

che poi, ieri ho mangiato un panino. un arabo!
da 3 anni che non ne mangiavo uno.
mi sono sentita non so come dire..
contenta?
non felice.
quello non fa per me ^_^
e però, era buono


postato da: AsleepLife alle ore 13:15 | link | commenti (8)
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darmi addosso per tutto quello che ho intorno,
non è una buona scusa...
e così, ogni volta che avrò la tentazione di fumare, mi guarderò questa bella foto -.-

http://www.gea2000.org/nosmoke/immagini/polmone.jpg


postato da: AsleepLife alle ore 07:47 | link | commenti (2)
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sabato, 29 dicembre 2007

Sul dolore e "metodi alternativi" per garantirsi la normalità

 

Sono stupida.

Cos’altro dire?

Ho tentato di garantirmi un po’ di normalità.

È che io ancora, a volte, credo nelle favole, nei sogni. E dimentico che non dovrei mai dimenticare che certe favole, certi sogni, non si devono nemmeno chiedere. Mai osare nemmeno di pensarci!

Ma ho voluto provare, facendo finta di non sentire le fitte.

E poi, quando arriva..cosa fare, se non mettersi in silenzio, in un angolo ed aspettare che passi, in un modo o nell’altro? Non respirare troppo, non muovere le dita delle mani. Non entrare in panico.
quanti “non” senza senso.
tutto questo per evitare di prendere una stupida pillola al giorno

Ed io lo so perché l’ho fatto: normalità.
io lo so che il mio essere estranea al “fattore normalità” allontana tutti, prima o poi.
quella frase che hai detto quella sera, è il peggior tatuaggio che potessi lasciarmi.

Anche adesso, sento che spingono e pungono e bruciano.

Ma col cazzo che le faccio venir fuori!

Mi tengo il mal di testa, piuttosto.

 

E se qualcuno venisse a conoscenza di nuove fasce gibaud per villi intestinali irrequieti, si faccia sotto!!

           

Ed ora torno alla mia fedele play: ho una missione da compiere, io!!! ^_^


postato da: AsleepLife alle ore 21:49 | link | commenti (2)
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“Qualcosa” sta bruciando sul mio tavolo.

Odori, essenze, che si mescolano e che non mi fanno ricordare altro se non “stanchezza, insonnia, irritabilità, chiusura”…solido che diventa liquido, fino a svuotare un contenitore dalla forma così ovvia.

Ma non per te.

Se si potesse registrare l’odore, te lo manderei.
così mi diresti di cosa sa e anche tu lo ricorderesti.

A me non resterà addosso quest’odore. Mi resterà altro.
mi resterà il nuovo che voglio, adesso.

E questo fuoco deve portarsi via la malinconia che mi ha lasciato in eredità solo paura.
deve strapparmi di dosso questo fondo di tristezza che mi è rimasto negli occhi e mi deve restituire quello che di mio, ho perso per strada.

postato da: AsleepLife alle ore 21:21 | link | commenti
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mercoledì, 26 dicembre 2007

Un'altra spina da togliere

Ninnananna
(modena city ramblers)

Camminavo vicino alle rive del fiume
nella brezza fresca
degli ultimi giorni d'inverno
e nell'aria andava una vecchia canzone
e la marea danzava correndo verso il mare.

A volte i viaggiatori si fermano stanchi
e riposano un poco
in compagnia di qualche straniero.
Chissa dove ti addormenterai stasera
e chissà come ascolterai questa canzone.

Forse ti stai cullando al suono di un treno,
inseguendo il ragazzo gitano
con lo zaino sotto il violino
e se sei persa
in qualche fredda terra straniera
ti mando una ninnananna
per sentirti più vicina.

Un giorno, guidati da stelle sicure
ci ritroveremo
in qualche ancgolo di mondo lontano,
nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
o sui sentieri dove corrono le fate.

E prego qualche Dio dei viaggiatori
che tu abbia due soldi in tasca
da spendere stasera
e qualcuno nel letto
per scaldare via l'inverno
e un angelo bianco
seduto alla finestra.


e per questa volta, è solo per me.
non trovo mai il coraggio di volermi bene.
e pretendo che gli altri possano volerne a me.
e sono stanca di vedere solo guerre dalla mia finestra.


postato da: AsleepLife alle ore 14:36 | link | commenti
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martedì, 25 dicembre 2007

ogni volta è sempre così.
mi viene il magone il giorno prima e divento irritabile, 'ncazzusa
spero sempre che non sia mai così, ogni volta che torno dai miei.
e invece, puntualmente, arriva.

la cosa più brutta alla quale non mi abituerò mai è l'arrivo.
qui, c'è sempre qualcuno.
la differenza è questa.

arrivo - dopo l'ennesima esperienza di essere una qualunque "compagna di viaggio" che chiacchiera o che semplicemente si fa i cazzi suoi e resta in silenzio per 15 ore - e scesa dal treno, mi butto come sempre nella folla della stazione.
sensazione più vuota non l'ho mai provata.
non mi abituerò mai a questo: arrivi e partenze.
discrepanza incolmabile che mi lascia sempre l'amaro in bocca.
quest'anno più che mai..
stupido da dire per chi cerca da una vita di isolarsi dal mondo, vero?

e loro continuano lo stesso a non capire un cazzo di me.
non ce la fanno proprio a vedermi per quello che sono.
ed io sono molto meglio di quello che credono


forse...


postato da: AsleepLife alle ore 19:22 | link | commenti (1)
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Buon natale
(e da domani installo photoshop, cazzu!)

^_^

postato da: AsleepLife alle ore 09:01 | link | commenti (4)
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sabato, 22 dicembre 2007

”Please could you stay awhile to share my grief
For its such a lovely day
To have to always feel this way”

(Wandering star, The Portishead)

come ho scritto tempo fa, il brutto delle canzoni è che alcune non puoi fare a meno di associarle a momenti passati, belli o brutti, che a distanza di tempo, possono solo lasciare l'amaro in bocca e rendere malinconici.
e non è  giusto. questa cosa qui, 'stride' dentro e non fa (e non va) bene.
ed oggi, in linea con quello che sto tentando di fare, sono riuscita persino ad ascoltare alcune canzoni di un concerto del '98 dei Portishead.
sono riuscita a rivederlo e riascoltarlo, spogliandolo di qualsiasi ricordo o odore che mi era rimasto dentro quella notte.
oggi mi è rimasto solo un inatteso piacere.

ascoltare la voce di beth gibbons, che tra le mani ha una sigaretta (beata lei ^_^) che praticamente non fuma per tutta la durata di questa canzone,
http://www.youtube.com/watch?v=imrfo-uRjcE
mi ha ricordato la sigaretta che ho fumato subito dopo aver terminato di fare quello che stavo facendo quella sera.
allora, anche il sapore delle sigarette che fumavo di notte – le uniche ore di libertà (ma anche no. non sempre..) - era diverso da quello che è diventato successivamente.
le sigarette tenevano lontano quello e tanto altro.

allora era esattamente così:
http://www.youtube.com/watch?v=Vg1jyL3cr60&feature=related

Roads

Ohh, can't anybody see
We've got a war to fight
Never found our way
Regardless of what they say

How can it feel, this wrong
From this moment
How can it feel, this wrong

Storm.. in the morning light
I feel
No more can I say
Frozen to myself

I got nobody on my side
And surely that ain't right
And surely that ain't right

Ohh, can't anybody see
We've got a war to fight
Never found our way
Regardless of what they say

How can it feel, this wrong
From this moment
How can it feel, this wrong

[INSTRUMENTAL]

How can it feel, this wrong
This moment
How can it feel, this wrong

Ohh, can't anybody see
We've got a war to fight
Never found our way
Regardless of what they say

How can it feel, this wrong
From this moment
How can it feel, this wrong


e però…stasera, sono io a tenere lontano da me “tanto altro” e ad evitare inutili guerre contro me stessa.
e mi godo soltanto questa piacevole sensazione e ricomincio così...anche se siamo sotto natale

 

^_^

postato da: AsleepLife alle ore 22:06 | link | commenti (2)
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IRELAND IRELAND IRELAND!!!

 

 

 


postato da: AsleepLife alle ore 00:07 | link | commenti (4)
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venerdì, 21 dicembre 2007

A Christmas Carrol

l'ennesimo incubo mi ha aiutato: non ho più voglia di sognare dolore.
non ho più voglia di star male per pensieri e mie "intuizioni a pelle" ed ogni volta avere ragione e provare sempre la stessa sensazione.
posso sembrarlo, ma non sono stupida.
quindi, riprendo quello che ho scritto tempo fa e lo modifico "leggermente":
non avvicinatevi a me.
e se proprio volete farlo, fatelo piano piano, con delicatezza.
come le carezze che il vento d'estate fa al mare.
sono una stupida, io. e sto male anche per un minuscolo graffio.
ho capito solo che il passato deve restare passato.
anche tu sei diventata passatao, da qualche mese a questa parte e non sono più così sicura che tu voglia far parte del mio presente.
ma guardo avanti lo stesso.
per questo motivo, se volete avvicinarvi, fatelo pure.
ma piano.
e non fate troppo rumore, 'ché anche i rumori ed i suoni possono lasciare il segno.

"Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità.
Lo scopri dopo, quand'è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore.
Alla deriva."

A. Baricco

Io non ho più  voglia di star male.
voglio solo stare bene.
quindi, se volete, avvicinatevi.
e usate parole che corrispondano alle azioni.
avvicinatevi pure, ma non fatemi male.


e per natale vi lascio pure una bella favola di natale ^_^


"Anni fa, avevo un masso accanto.
Anni fa avevo un masso addosso.
Pesante e sfiancante.
Notte e giorno, non mi lasciava mai.
Mi impediva di parlare, di muovermi, di ridere.


era pesante averlo addosso, per una bambina.
la rendeva solitaria, silenziosa e tutti iniziavano a chiedersi il perché.
ma più cercavano di spostare quel masso e più il masso diventava pesante.
col passare degli anni, la bambina divenne così abile a conviverci, che riuscì
a convincere tutto il resto del mondo che lei era fatta per vivere così.
che non c'era nulla di male.
questione di indole..
divenne così abile che riuscì persino a spostarlo...leggermente.
non troppo, ma quel tanto che bastava per poter prendere una boccata d'aria, quando fosse stato necessario.

il masso l'accompagnò per anni e anni.
era confortante, per lei, sapere che c'era qualcosa di solido e duraturo.
qualcosa che durasse anche dopo di lei e che non l'abbandonasse mai.
era come tenersi aggrappata alla vita che non riusciva a definire.


Lo lasciò un pò andare, ad un certo punto..
e non si accorse nemmeno di quando e come fosse avvenuto.
non era nemmeno male, avere a disposizione tutta quell'aria, senza avere pesi accanto o addosso.
ma in mezzo a tutta quell'aria, riusciva anche a vedere cos'aveva accanto;
chi passava,
restava un pò e poi, immancabilmente, andava via...ma lasciava tracce.
tracce che restavano e non volevano saperne di scomparire.
Riprese il suo masso e, lentamente, molto lentamente, lo mise di nuovo nella giusta posizione.

"Ho sassi nelle scarpe.E polvere sul cuore.
Freddo nel sole E non bastan le parole"



Ho un masso davanti a me.
un masso ingombrante quanto una casa...
un masso che è diventato  la mia casa.
un masso sul quale è scritta tutta la mia vita.
ogni singolo passo fatto;
ed ogni singola parola detta.
se iniziate a scheggiarlo, inizierà a frantumarsi.
e vedrete e leggerete.
se iniziate a scheggiarlo, inizierà a frantumarsi.
E una volta frantumato, dietro, ci troverete solo me.
Sorry.


postato da: AsleepLife alle ore 12:19 | link | commenti (2)
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