Guerra o pace?

mi piace pensare che un giorno, anche solo per un istante, potrò godermela.
i miei sorrisi stanchi e forzati iniziano ad essere troppo evidenti.
e non va bene, non riuscire a nascondere nemmeno quelli.
si vede che sto invecchiando.... ^_^
e mi piace fantasticare anche sul fatto che un giorno riuscirò veramente a sorridere.
magari è solo che per alcuni, certe "normalità" non debbano essere tali.
non so in base a quale disegno; e non so quale sia il motivo.
non mi interessa saperlo più.
solo, mi piacerebbe essere in grado di stendermi sotto un albero, su un prato o su terra bruna, senza niente intorno.
solo cielo, con sole o pioggia, sopra di me.
e nient'altro.
ed essere in grado di guardare in su, senza chiudere gli occhi.
e non pensare a quando, come e dove è iniziata questa guerra.
e, in questo modo, riuscire a far pace con me stessa.
DAVID LYNCH
e queste sono le opere che continuano a venirmi in mente, da sabato scorso.
e devo solo ringraziare il mio fratellino ^_^


mi ha impaurito, angosciato, ispirato.
ma quando sono uscita da lì era come essere uscita anche da altro.
non so bene come spiegare.
è un pò come uscire da un incubo..come se ti rendessi conto che certe "fasi", certe immagini che ti vengono in mente nella fase immediatamente precedente alla fase r.e.m. - e che pensi non siano 'comuni'- invece, sono normali.
e ti rendi conto che puoi uscire da certe situazioni ed incubi solo affrontandoli.
mi ha provocato confusione ed estasi..sono rimasta per mezz'ora di fronte ad una serie di rette colorate, senza senso.
sto ancora cercando di capire cosa mi abbia davvero colpito. e magari tra qualche giorno, chi si fermerà ed avrà la forza di leggere tutte le boiate che scrivo, si ritroverà una specie di recensione. o magari, semplicemente, non scriverò nulla.
ma la conclusione alla quale sono arrivata è che di sicuro david lynch è l'uomo più normale del mondo, a dispetto di tutte quelle foto, tele e disegni giudicati da molti incomprensibili.
"Better Way"
(Ben Harper)
I'm a living sunset
<---- cioè, è lui!!!!! O_O
il mio spirito deve piegarsi ai crampi
niente passeggiata in solitaria ^_^
e dire che in tempi nemmeno tanto lontani ero un donnino tutto lavoro e pub e birra e partite di biliardo che duravano fino alle 4. e chi lo direbbe di un donnino serio e contenuto come me?
mi vergogno di ogni singola parola scritta nei giorni passati.
vorrei riuscire ad essere impermeabile a questo.
tra 2 giorni è il tuo "complemorte"...sono macabra e faccio battute di pessimo gusto in questi ultimi giorni.
Tu continui a cercarmi ed io non mi faccio trovare.
e mi sfianca la tua presenza, a volte.
e però, mi manchi. anche se non ti ho conosciuto.
sai che ho ripreso subito dopo la tua morte a parlare?
sembravo quasi umana anche alla mia famiglia ^_^
e mi spiace che le cose siano andate così.
ma adesso, non posso farmi più trascinare dentro quel buco nero, nemmeno da te.
anche questo ha a che fare col mio "nuovo".
come si fa a dire addio ad un morto?
soprattutto quando il distacco è stato così forzato e senza avere avuto l'opportunità di conoscersi?
come fa a mancarti così tanto qualcuno che ritrovi in sogni ciclicamente perfetti ed identici?
mi chiedo spesso come sarebbero andate tante altre cose.
ma adesso, devo guardare avanti.
e non riesco a trovare il modo adeguato per salutarti, anche se l'altra notte sei stato tu ad abbracciarmi e tenermi stretta ed io lo sapevo il perché.
ma devo staccarmi, adesso.
non voglio passato.
voglio solo il presente.
Delle pene, delle gioie e delle mie cazzate: DELIRIUM’S MEETING
^_^
Mi sono ritrovata in compagnia della mia razionalità persa.
È stato improvviso ed illuminante, ma anche così giusto.
Passato e presente continuano a mischiarsi.
Ed io ho deciso che faccio in modo che solo qualcosa si unisca per sempre e che altro si unisca solo per il tempo necessario a leggere quest’inutile accozzaglia di lettere
e anche se mi mancassero?
non lo direi mai.
non ti direi mai perché sento questo, adesso.
perché ho addosso questa malinconia.
qualcosa che nemmeno io riesco a capire.
qualcosa che mi fa voler riavere indietro la mia razionalità.
e anche se mi mancassero?
cosa potresti fare tu?
da dire ce ne sarebbe..ma preferisco che tu stia in silenzio.
e che nel silenzio te ne accorgessi.
dal mio silenzio arrivano sussurri come aliti di vento
e che passano e ti accarezzano ma che non riescono a fermarsi, adesso.
non ora.
ho chiuso col passato.
ma ho preferito riabbracciarne una parte.
solo una.
e mi renderà come prima.
ho riabbracciato la ragazzina spaventata e ripreso la mia vita da quel punto nero.
E ripreso il silenzio dal punto esatto in cui lo avevo interrotto.
(scritta, riscritta ed aggiornata, ndr ^_^)
“- È così semplice sparire nella notte.
Nessuno fa rumore e anche se lo facesse sembrerebbe sempre un’eco lontana.
Tutto è ovattato, come se intorno ci fosse neve.
Invece, c’è solo buio.
Ed il buio inghiotte e fa sparire qualsiasi colore”
- Perché mi dici questo?, sussurrò K.
- Perché devi essere sempre pronto. Devi sempre aspettarti che la notte si prenda un pezzo della tua vita senza ridartelo mai più indietro.”
- e tu cosa fai per tentare di averlo indietro?continuò K.
- non posso riaverlo indietro. Ma ogni sera, quando vado a letto, e sono in compagnia del silenzio e del buio soltanto, la mia mano si posa sul mio petto. E così, sentendo battere quel piccolo muscolo dentro di me, so di esserci.
E so che quel pezzo, sta da qualche parte, lì dentro.”
Deliri pensati e scritti in due situazioni totalmente diverse e con persone differenti.
Ma che continuano ad incontrarsi e scontrarsi.
Sono i soliti deliri senza senso; che, però, ne hanno solo per me.
Come sempre, solo per me.
Questi sono giorni di intensa attività cerebrale, ma ne arriveranno altri di giorni.
Quelli nei quali il mio neurone non dovrà star lì a pedalare, come sta facendo adesso, per farmi arrivare certi input.
Anche il mio neurone merita una vacanza ^_^

ci sono giorni che piove anche se fuori c'è il sole...
ma oggi non c'è nemmeno quello
dio! quanto sono cazzona, quando scrivo 'ste stronzate.
e dio quanto mi piacerebbe essere sempre così"leggera" ed easy (oh yeah!) .
e invece mi ritrovo a pensare che la pioggia, a volte, cade 'pesante' (sarà tutta colpa della canzone di bob?)
e che prende leggerezza nei suoi stessi schizzi.
e quindi, metaforicamente parlando, potrei anche vederci una cosa del tipo: ok. mi è capitato questo. cerchiamo, adesso, di orientare gli effetti verso il positivo e non negativo. così da rendere questa pesantezza della vita, in schizzi leggeri ed allegri.
e non ho nemmeno bevuto!
secondo me, risento ancora delle mie serate pesantemente alcoliche...ma, cazzo! anche così 'leggere'
e sono gli opposti che mi fregano.
ma adesso ho un paio di missioni da compiere e se non mi sbrigo, non riuscirò a far nulla.
sperando anche che la giornata non si concluda con un bel "vaffanculo" da una persona alla quale tengo.
ecco.
adesso sono pronta e posso pure buttarmi nella bolgia
^_^
Stride, il titolo dell’album con quello della canzone, Louder than bombs ed Asleep
Rumore e silenzio della notte. Quel silenzio che se non lo controlli, le prime volte ti fa andare in panico.
adesso, mi ci ritrovo, in quel silenzio.
Mi sveglio e resto a fissare il buio senza pensare a niente, in particolare.
Leggermente infastidita, sì. Ma anche abituata ad essere così.
I due titoli sembrano stridere e invece, si completano a vicenda: urlano più forte dei boati delle bombe, le canzoni di quest’album.
Ma questa canzone l’ho “addomesticata” da subito (un po’ come il piccolo principe con la volpe).
E me la sono cucita addosso come una seconda pelle.
Questa è la mia canzone.
L’unica. Perché..boh? forse l’ho imparata troppo presto
O magari, non c’è neanche un motivo.
Non voglio più vedere ragioni in niente.
E la cosa strana è che non sono nemmeno triste
Come se improvvisamente, avessi aperto definitivamente gli occhi.
E quello che vedo non è decisamente quello che avrebbe dovuto essere.
E non è così che IO sarei dovuta essere.
E mo’ beccatevi un titolo che non è decisamente comune ^_^
Titolo preso dal blog del mio fedele servitore, ndr.
Ergo: lo so che soffrono tutti e che ognuno di noi ha lotte e “missioni” di ogni tipo da compiere (e qui il solito, maledetto flusso, mi fa ricordare dell’esistenza di CARL JOHNSON…Dio l’abbia sempre in gloria eheheh)
Ma il titolo in questione (che in realtà, non è nemmeno un titolo, machissennefrega, io non sono una persona normale) recita così:per tutti il dolore degli altri è un dolore a metà!
Il mio dolore posso conoscerlo solo io.
Sono un essere umano diverso (dio mio se sono diversa ^_^) da tutti gli altri, e le cicatrici sono le mie, non le vostre.
le conosco io e non voi. E nessuno sa quanto siano profonde.
ed io non conosco la profondità delle vostre.
Punto.
Fine del titolo ^_^
E il dolore in questione ha sempre fatto parte della mia vita: arriva senza preavviso, mentre ti stai facendo i beati cazzi tuoi (ero così già da bambina…ai limiti della famosa “omertosità infantile”); mentre stai seduta su di un tavolo ed osservi tua madre che lava il pavimento e sei rapita da quel gesto quotidiano e pensi anche che tua madre con quel maglioncino sia una gran figa…basta poco perché le cose possano cambiare.
Bastano pochi secondi.
ed ecco che il gioco è fatto.
Sta poi, a te, decidere se continuare a fare in modo che quel primo dolore non si stacchi da te e che ti resti incollato come una mosca alla carta moschicida (o, se preferite, ci sarebbe un altro esempio molto più”crudo. Ma visto che il soggetto in questione sarei io, direi che è meglio evitare -_-‘).
Comunque, questa è una delle prime prove di fronte alle quali vieni messo..che sadismo, vero?
E però, ti viene dato il dolore (o esperienza, se volete) ma ti viene anche data la possibilità di scegliere cosa fare.
Se accettarlo e vedere anche dell’altro; o non accettarlo semplicemente e continuare a gridare una muta rabbia per anni e anni.
In tutti è due i casi, nessuna risposta concreta verrà fuori.
Quindi, io mi chiedo – in questo momento di strana lucidità mentale – cosa sia meglio
“To be, or not to be: that is the question:
Whether 'tis nobler in the mind to suffer
The slings and arrows of outrageous fortune,
Or to take arms against a sea of troubles,
And by opposing end them? To die: to sleep;
No more; and by a sleep to say we end
The heart-ache and the thousand natural shocks
That flesh is heir to, 'tis a consummation
Devoutly to be wish'd. To die, to sleep;
To sleep: perchance to dream: ay, there's the rub;
For in that sleep of death what dreams may come
When we have shuffled off this mortal coil,
Must give us pause: there's the respect
That makes calamity of so long life;
For who would bear the whips and scorns of time,
The oppressor's wrong, the proud man's contumely,
The pangs of despised love, the law's delay,
The insolence of office and the spurns
That patient merit of the unworthy takes,
When he himself might his quietus make
With a bare bodkin? who would fardels bear,
To grunt and sweat under a weary life,
But that the dread of something after death,
The undiscover'd country from whose bourn
No traveller returns, puzzles the will
And makes us rather bear those ills we have
Than fly to others that we know not of?
Thus conscience does make cowards of us all;
And thus the native hue of resolution
Is sicklied o'er with the pale cast of thought,
And enterprises of great pith and moment
With this regard their currents turn awry,
And lose the name of action.
“Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più, e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte.
Morire, dormire, sognare forse: ma qui é l'ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.
Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell'uomo borioso, le angosce del respinto amore, gli indugi della legge, la tracotanza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto
con due dita di pugnale? Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte, la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore, a sgomentare la nostra volontà e
a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d'altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l'incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso:
e dell'azione perdono anche il nome...”
Dai tempi del liceo che ho amato profondamente l’amleto(e già questo non era mica normale-_-)
E questo pezzo in particolare.
c’è tutto e niente qui dentro.
è qualcosa che dobbiamo scrivere noi.
per vivere, non dobbiamo attendere che accada qualcosa. E per paura non dobbiamo far finta di esserlo.
Dio mio! Tutti quegli anni persi dietro i libri sono pur serviti a qualcosa :-D
E la risposta qual è?
Non lo so. La risposta sarà che è così e basta.
E che è inutile pestare i piedi perché lei non avrà mai una vita normale, se hai perso nel peggiore dei modi un paio di persone, se non riesci a toglierti di testa l’odore del sapone di Marsiglia usato per medicare e che adesso ti fa andare in panico…la vita và così
Ma resta una tua decisione continuare a vivere o far finta di..
Hai scelto tu di accompagnarli; e sei tu che pensi che la sua vita non sarà mai una bella vita e intanto non fai un benemerito cazzo per aiutarti ed aiutarla!
Sono deliri, sì.
Decisamente, sto delirando. Ma riesco anche a vedere cose che non ho visto mai.
Per la seconda volta, ho il coraggio di guardarmi dentro; e quello che vedo non mi piace per niente
Quindi, che faccio?
Niente..mi rimbocco le maniche e cerco di mettere in pratica quello che “qualcuno” mi insegna: una volta che non si può tornare indietro, bisogna solo preoccuparsi di trovare il modo migliore per andare avanti :-D
Sante parole.
Paura, relazioni sociali, morte, malattie e paura sempre e sempre e sempre.
Eccheduecoglioni!
Io la metto da parte, questa paura.
Torno ad essere un saggio orso che ogni tanto sbevazza un po’ di pampero ^_^
E cercherò di dimenticare tutti i ‘miei abbandoni’.
ci sono cose che richiedono tempo, ma io questa volta mi prendo tutto quello che ho e lo dedico a me stessa.
penso che sia una questione di puro e semplice kharma: se non mi prendo cura io di me stessa (ergo, se non mi amo io), non posso pensare che possano farlo gli altri.
Mi dedicherò alla coltura dei miei preziosissimi e doloranti villi (per quale motivo pensavate che mi chiamassi Villj?) ^_^

IU-HU! ^_^
E capisco anche se qualcuno dei miei 3 lettori, non mi rivolgerà più la parola (ma non tu, oh mio fedele servitore, che ti gambizzo all’istante!)
Faccio paura anche a me stessa ^_^
Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand'è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva.
a. baricco
ed io voglio farmi fregare un'ultima volta..sperando che questa volta vada meglio.
sperando che l'ennesimo colpo basso che riceverò (perché tanto ci saranno sempre), non farà male come tutti i precedenti.
mi faccio fregare per l'ultima volta, sapendo già.